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Aspetta
a dargli
il
primo bacio

Sogni
l'amore romantico, fatto di sguardi e di attese. Ma, poi,
bruci le tappe:
per
ansia e per paura di deluderlo.
E se invece lui tosse
felice di corteggiarti?
Un
bacio sognato, un bacio immaginato innumerevoli volte,
quando finalmente arriva, ti toglie il respiro.
Appartenersi, dopo aver coltivato pazientemente il
desiderio e la confidenza, e un’emozione capace di
sopraffare il cuore: ogni centimetro della pelle
dell’altro ti sembra un meraviglioso premio
all’attesa, ogni suo respiro un distillato di felicità.
Allora, come ha scritto la psicanalista Luce Irigaray in
un suo breve saggio contro il consumismo dei sentimenti,
«fare l’amore non si riduce a qualche godimento
spasmodico che ci libera delle nostre tensioni ma diventa
una condivisione di corpo e d’anima che può sbocciare
in una totale, autentica intimità». Per raggiungere un
tale stato di grazia, però. dobbiamo concederci la
lentezza, essere disposte ad avvicinarci piano
all’altro. Dobbiamo, insomma, riscoprire il lato
romantico della seduzione. E che ci sia nell’aria una
voglia nuova di romanticismo
e innegabile: mai come quest’anno il grande e il piccolo
schermo sembrano fare a gara nel proporre storie
sentimentali e non è un caso se i grandi classici
d’amore, quelli dove il primo bacio arriva dopo duecento
pagine, tornano a occhieggiare dagli scaffali più in
vista delle librerie. Ma perché, poi, se quello che
vogliamo è vivere intensamente ogni gesto, ogni sguardo
di una storia nascente, siamo noi le prime a bruciare le
tappe? «Una volta saltare i preamboli della seduzione era
una conquista di libertà. Adesso sembra più una
convenzione sociale, uno stile a cui ci si adegua, un
po’ per conformismo e un po’ per paura» spiega la
psicanalista Valeria Egidi. «Paura di non essere
giudicate all’altezza, paura di non riuscire a rendersi
interessanti in un altro
modo,
paura di non saper suscitare il desiderio dell’altro».
E cosi, mentre una parte di noi sogna un corteggiamento
delicato, l’altra si sente già in ansia se, al terzo
appuntamento, lui non tenta un’avance. E vero che
partire con il sesso può essere più facile e anche meno
impegnativo: ci si tolgono i vestiti e sì lascia parlare
il corpo. «Il problema è che in questo modo tante
storie si consumano già prima di cominciare, muoiono sul
nascere, perché
non sempre il sesso avvicina: a volte è una ginnastica
genitale che serve a nascondere l’afasia dei sentimenti»
osserva la psicanalista. E siamo sicure, poi, che tutti
gli uomini vogliano rinunciare al piacere dell’attesa?
«Molti, in realtà, sono stanchi di avere tutto e subito»
conferma la psicanalista. «E confessano il proprio
sconcerto di fronte all’impazienza fem
minile.
E un curioso meccanismo: tante donne offrono sesso perché
pensano che gli uomini se lo aspettino e tanti uomini si
sentono
tenuti a imboccare la strada del corteggiamento rapido
perché temono di deludere, di non sembrare abbastanza
decisi. Paradossalmente sono proprio quelli che
più
si fidano della propria virilità a saper condurre un
gioco fatto di attese, di promesse rimandate, di carezze
sospirate. Gli altri, i più insicuri, non osano». E se
facessimo noi il primo passo... indietro? Forse
scopriremmo che anche loro sono annoiati dal sesso a
portata di mano e sognano di poter desiderare una donna,
pensarla, immaginarla, prima di averla Forse, allora, se
dopo il bacio della buona notte, ci chiudiamo la porta
alle spalle, dietro quella porta ci sarà un uomo felice
di aspettare. Un uomo romantico, capace di cullare il
proprio desiderio, dandogli spazio e tempo per crescere.
Diana Nastasi
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