È sempre la solita storia:

il maschio è cacciatore e le prede troppo facili

non lo intrigano.

Il segreto? Fallo abboccare e poi scappa.

Ma senza tirare troppo la corda...

  ALL’INIZIO DI UNA STORIA COME MI DEVO COMPORTARE?

  Il maschio è per natura cacciatore, per questo le prede

troppo facili lo annoiano, gli tolgono quel gusto della sfida che

dà sapore al gioco. Intendiamoci, gli uomini sanno benissimo che in

realtà sono le donne a scegliere, a decidere quando scappare e quando

 lasciarsi acchiappare. Ma amano ugualmente ripetere il rituale del gatto e il topo.

Per essere una brava giocatrice bisogna sfuggire un po’, mostrarsi elusiva,

non dare niente per scontato.

Questo non vuol dire manifestare disinteresse: se una donna rifiuta

tre inviti di seguito l’uomo, frustrato, lascerà perdere, perché pensa

che non ci siano possibilità. L’abilità sta nel saper dire No,

ma anche Sì al momento giusto, senza sembrare prevedibili.

Una volta ottenuto l’appuntamento lui deve chiedersi se lei ha accettato

perché non aveva niente di meglio da fare, se vuole sola amicizia, quanto

durerà il gioco e così via. Questo rincorrersi deve continuare anche all’interno

di una relazione stabile.

Guai ad essere sempre disponibili: per l’uomo, costituzionalmente, la tentazione

dell’infedeltà è sempre in agguato.

  DOPO IL PRIMO INCONTRO CHI DEVE RICHIAMARE?

 Assolutamente lui. Agli uomini pia­ce che le cose vadano così.

E' una questione di ruolo e lui non ama vedersi scippare le sue mosse.

Le donne questo lo sanno e, infatti, chiamano solo quando hanno paura

che la telefonata non arrivi, altrimenti non si sognerebbero di alzare la cornetta,

e rimarrebbero ad aspettare. Dunque, meglio evi­tare

di telefonare: si rischierebbe di apparire ansiose e di farlo sentire

troppo “braccato”, annullando quel gioco preda-cacciatore di cui abbiamo

appena parlato.

Questa, naturalmente, è una generalizza­zione: in realtà, per fortuna, ogni

relazione ha le sue regole, e dun­que in alcuni casi (per esempio con uomini

molto timidi, che fan­no fatica a prendere l’iniziativa) una telefonata

di lei potrebbe in­vece sortire l’effetto opposto.

  QUANDO SI’ VA AL RISTORANTE IL CONTO SPETTA SEMPRE A LUI?

 Naturalmente Anche questo è un fatto

di ruolo, di galanteria, ma anche, secondo me, di semplice

gala­teo e buona educazione. Insomma, si fa perché si usa così.

Un uomo che invita una donna al ristorante, non solo è tenuto

a offrirle la cena, ma deve anche aprirle la portiera della macchina e farla

sedere a tavola. Purtroppo è convinzione comune tra le donne

che nel momento in cui lui paga, poi si sente in diritto

di aspettarsi qualcosa in cambio. Sarebbe un vero

calo di stile: gli uomini più affascinanti, e che meglio hanno imparato

l’arte della seduzione, sanno che una cena non è una spesa, ma un investimento.

Potrà dare frutti più tardi, e anche se non li desse mai..,

pazienza, è stato comunque tempo speso in modo gradevole.

  È GIUSTO DIRE SEMPRE Sì AI SUOI INVITI

ANCHE A QUELLI DELL’ULTIMO MINUTO?

 Se si accetta un invito fatto all’ultimo momento possono accadere

due cose, a seconda del carattere di lui.

Prima possibilità: lui può pensare di essere talmente irresistibile da aver

indotto lei a cancellare qualsiasi impegno precedentemente preso.

Questo lo gratificherà, ma lo farà sentire anche molto - forse troppo - sicuro.

Seconda possibilità: potrebbe dedurne, all’opposto, che lei non abbia

altre occasioni di svago.

Potrebbe anche chiedersi se sia davvero una preda appetibile,

visto che sembra che nessuno cerchi la sua compagnia per la sera o il weekend.

Anche la donna, del resto, trarrà le sue conclusioni da questa chiamata inattesa.

Può sospettare di essere stata invitata perché a lui è saltato un impegno

 precedente (e talvolta è proprio così), oppure che lui non abbia

avuto tempo o coraggio di chiamarla prima.

Un invito tardivo comunque non è mai un segnale troppo

incoraggiante: una donna può giustamente pensare che se un uomo

la desidera veramente non possa fare a meno di chiamarla.

Però non si può mai dire... Insomma, si può rifiutare dicendo di essere

già impegnate, oppure accettare, se ci si sente stuzzicate

dall’effetto sorpresa. In fondo il corteggiamento è una partita a carte

coperte: non ci sono regole valide ogni volta,

qualche rischio bisogna pur saperlo correre!

 

 AL TELEFONO È SBRIGATIVO: UN BRUTTO SEGNO?

  Una delle cose che più infastidisce il genere maschile è stare

incollato a lungo alla cornetta.

Gli uomini usano questo apparecchio solo per comunicare,

le donne invece ci stanno attaccate per ore, per raccontarsi

mille piccole cose. E va bene così: è una di quelle tante sottili differenze t

ra i sessi che rendono l’incontro fra lui e lei così speciale.

Su questo argomento c’è un’interessante riflessione di Darwin Charles, l’inventore

della teoria dell’evoluzione, che diceva che l’uomo è abituato

al silenzio perché, nella preistoria, andava a caccia, e dunque era importante che

non rivelasse la sua presenza alle prede. La donna, invece, rimaneva al villaggio

a fare lavori di tipo diverso, che non impedivano affatto le chiacchiere...

NON S’IMPEGNA? ASPETTA, ASPETTA

Lo hai appena conosciuto e hai già perso la testa?

Non partire subito in quarta parlandogli di confetti e di marmocchi.

Pazienta. E nel frattempo, non cercare di trasformarlo.

Cambierà insieme a te. Di sua iniziativa

 

PERCHÉ GUARDA LE ALTRE DONNE?

Anche le donne guardano gli uomini, solo che lo fanno in modo meno vistoso,

I maschi sono più diretti e a volte esagerano con certe occhiate...

Irritarsi se il proprio partner fissa lo sguardo su una bella passante è normale,

 ma non è il caso di farne un dramma, anche perché le intenzioni sono meno preoccupanti

di quanto sembri: è l’apprezzamento di un attimo e viene subito dimenticato.

Arrabbiarsi può anche essere controproducente.

Soprattutto se la relazione è agli inizi una scenata di gelosia può farlo sentire troppo sicuro di sé,

facendogli perdere interesse, o peggio soffocato, inducendolo a cercare la fuga...

  COME FACCIO SAPERE SE LUI HA INTENZIONI SERIE?

Sicuramente non chiedendoglielo esplicitamente.

Una richiesta di impegno lo spaventa, soprattutto se fatta troppo precocemente.

E non ha tutti i torti. Sentimenti ed emozioni devono avere il tempo di svilupparsi.

Ma anche quando si sta insieme da un po’, e in lei cresce la voglia di costruire e mettere

su famiglia, è sempre meglio non essere pressanti e aspettare di capire quali sono

le intenzioni di lui osservando i suoi comportamenti. Molti uomini, quando si tratta

di un’avventura mordi e fuggi, lo fanno capire.

Se si definiscono “complicatissimi” o continuano a ripetere che la loro vita è un casino,

stanno suggerendo di non farsi illusioni. Al contrario, se con il passare del tempo

si mostrano presenti, coinvolti, innamorati, la partita è tutta da giocare.

Quando si sentiranno pronti, ammetteranno apertamente di volersi

impegnare nella relazione.

Ma se non è così, è meglio non insistere. Niente può far cambiare loro idea.

QUANDO AFFRONTARE L’ARGOMENTO MATRIMONIO?

Il più tardi possibile! Queste discussioni portano l’uomo a pensare al dovere dei futuro

 piuttosto che al piacere del presente. E fisiologico che, ad un certo punto, in una coppia

arrivino anche i doveri; ma bisogna prima che le gioie della vita insieme

siano ben consolidate! Purtroppo molti uomini hanno la tendenza a temporeggiare e

si rifiutano di pensare al domani, scoraggiando il desiderio assolutamente legittimo

delle loro compagne di avere un famiglia. In certi casi si tratta solo

di una forma di pigrizia mentale: aspettano che sia lei a tirare fuori il discorso.

Già, ma quando farlo? Non c’è un tem­po ideale, bisogna valutare le singole situazioni:

uno studente universitario sarà ovviamente più cauto nel prendere qualunque

 decisione, mentre è giusto che un uomo più adulto si assuma le sue

responsabilità in tempi brevi. Dunque, se ci sono

le premesse (una relazione stabile e coinvolgente), si può porre la fatidica domanda:

 "Amore, secondo te siamo solo una coppia di amanti o, in futuro, metteremo su famiglia?"

  È GIUSTO CERCARE DI FARLO CAMBIARE?

In generale non è giusto cercare dì trasformare nessuno.

Dal punto dì vista psicologico, poi, tentare di cambiare il proprio uomo

non è mai una buona mossa: ci ha già pensato a suo tempo

la mamma a educarlo e indirizzario, e una partner

non deve assolutamente rivestire un ruolo da madre!

Del resto, mentre in passato era abbastanza diffuso tra mogli e fidanzate il tentativo

di trasformare certi aspetti del proprio compagno, oggi c’è stata un’inversione di tendenza.

La maggior parte delle donne ha capito che non è possibile né giusto

pretendere che l’altro si adegui ai proprio desideri, e ama in modo più sano e disinteressato,

accettando piccole e grandi imperfezioni.

Va comunque detto che il cambiamento in sé non è sbagliato.

Un amore che non trasformi due persone, che sentimento è?

Se la coppia è affiatata e bene assortita, ci si modifica insieme, spesso in modo imprevedibile.

Non è sbagliato neppure cercare di arrivare a dei compromessi o richiedere

all’altro piccoli adattamenti. Sono gli uomini spesso a preferire donne

che li aiutino a migliorare. Ma ogni decisione, compresa quella

di abbandonare cattive abitudini, vizi e così via,

deve nascere con naturalezza, da una reale convinzione e non

da una serie di richieste pressanti che vengono vissute come un’imposizione.

  NON MI HA ANCORA PRESENTATO AI SUOI: PERCHE'?

Per l’uomo, in genere, presentare la propria donna alla famiglia d’origine

 non è così importante. Dunque può darsi che lui rimandi semplicemente

perché non lo considera un rituale significativo. certo, qualche volta le cose

stanno diversamente, ed è possibile che lui tenga per sé amici e parenti perché non è così

convinto della relazione che sta vivendo. L’ideale, allora, sarebbe

che l’inserimento nei rispettivi ambienti avvenisse in modo parallelo.

Invece le donne spesso sono troppo precipitose e presentano la nuova fiamma

ad amici e familiari prima di sapere se la storia avrà o meno un seguito.

Di qui la delusione se lui non fa altrettanto. A questo punto possono scattare

sospetti, rabbia, accuse, che avvelenano inutilmente il rapporto.

E bene stare in guardia: ci sono uomini che accettano di essere

presentati in casa, di vivere il piacevole ruolo dell’innamorato

ufficiale (con tutti i vantaggi che ciò comporta), ben sapendo che un giorno

si dilegueranno (proprio per questo si guardano bene dall’informare la propria famiglia!).

Altri, invece, partono con tutte le buone intenzioni, ma quando la relazione

diventa troppo “ufficiale” si sentono in trappola e scappano a gambe levate.

Conclusione: meglio godersi un po’ di solitudine di coppia all’inizio, e aprirsi

ai rispettivi ambienti in modo graduale, solo quando i tempi sono diventati maturi.

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