Antica fiaba popolare cinese

Nel grande lago Tung Ting, come tutti sanno, abitano i geni delle acque. Sono, di solito, allegri e burloni: si prendono gioco dei marinai, pescatori, ma non fanno male a nessuno Però c’è, fra gli altri, qualcuno dal carattere veramente crudele.

Spesso i geni del lago si impadroniscono delle giunche ancorate nei porti,  e le utilizzano per le loro feste e danze.  

Succede così: il cavo che lega la giunca alla riva si allenta all’improvviso e l'imbarcazione se ne va alla deriva, mentre si ode intorno una musica deliziosa. .Allora i viaggiatori si nascondono nel fondo della giunca e stanno immobili, con gli chiusi. Facendo così sono sicuri che non capita loro nulla di male: al termine della passeggiata la giunca si ferma, ed essi si ritrovano ancora al punto di partenza.

Una notte, a bordo di una giunca, c’era un giovane di nome Liù. Era stato  nella città vicina a sostenere certi esami ma gli esami erano andati male e Liù se ne tornava al suo paese bocciato e avvilito.

Sedeva a prua, triste e pensieroso, rimuginando i suoi tristi casi, quando sul lago incominciò a diffondersi una musica deliziosa creata da strumenti invisibili.

Udendo quei suoni, marinai e passeggeri si alzarono di scatto dai loro posti e  corsero a gettarsi sul fondo della giunca, chiudendosi gli occhi con le mani. Tutti  a gran voce, esortarono Liù a fare altrettanto: ma il giovane non li ascoltò. Era  tanto adirato con tutti per il suo fallimento negli esami, che non aveva paura nemmeno dei geni del lago!  Si sentiva pronto a sfidarli: a sfidare il mondo intero!

Perciò si nascose dietro un rotolo di cordami, e tenne gli occhi bene aperti per vedere lo spettacolo di cui aveva udito parlare e di cui nessuno era mai stato testimone.

La musica intanto cresceva di tono, tamburi e trombe facevano tanto rumore che il giovane si sentì quasi stordito. L’aria si era riempita di profumo, e a a poco sul ponte della giunca si delinearono le figure di bellissime fanciulle splendidamente vestite che cantavano e danzavano. Il giovane guardava con gli occhi sbarrati.

Le ragazze piroettavano intorno prendendosi per mano e lasciandosi. al ritmo della musica, ma una, forse la più bella di tutte, giunse danzando leggera presso il rotolo di cordami dietro il quale era nascosto Liù.

Aveva splendidi ornamenti sui capelli: indossava un vestito colo: dell'uccello del paradiso, e calzava minuscole scarpette di velluto rosso.

Quando la vide tanto vicina Liù non seppe trattenersi: uscì dal suo nascondiglio e protese la mano per fermare la bella giovinetta: ma riuscì appena ad afferrare un lembo della lunga manica svolazzante,

 

Nel sentirsi presa così, la ragazza gridò spaventata: Oh, ti prego, lasciami !

 

— Sì, ma soltanto se mi dici chi sei e come ti chiami — rispose il giovane,

 

La danzatrice tentò di svincolarsi; ma Liù non lasciava la stoffa, e fu così che la manica si lacerò la fanciulla allora fuggì e a Liù rimase fra le mani soltanto un lembo di seta color dell' uccello del paradiso

Ma improvvisamente comparvero intorno a Liù venti soldati e il loro capo gridò:

         Portatelo davanti al re!

Subito un soldato legò le mani di Liù, e gli altri lo spinsero avanti, vicino a un trono dorato in cui stava seduto un uomo imponente vestito di abiti ricchissimi. Con uno spintone i soldati fecero inginocchiare il giovanotto, mentre il re gridava con voce tonante:

      Tu hai osato toccare la veste di una damigella della mia corte! Lo sai cosa ti aspetta? Preparati a morire, perché io ti farò tagliare la gola.

  Liù non perdette la sua calma.

      Credo che tu sia il re del lago Tung-Ting — commentò. — Mi sembrava di aver udito parlare della tua generosità, ma non sembra che la tua fama corrisponda davvero al tuo carattere. Infatti tu mi fai morire soltanto per avere toccato il lembo di una veste di seta —. Poi sospirò e aggiunse — Del resto questa è la giornata delle mie disgrazie, ed è giusto che vada a finire così,

Il re lo guardò incuriosito.

Per ora la tua morte può anche aspettare. Dimmi, dunque, che cosa ti è capitato.

         Questo forse non potrà interessarti, ma sappi che io credevo di essere un ottimo poeta: ma, quando mi sono presentato agli esami convinto di superarli con onore, sono stato invece bocciato.

          Allora tu componi poesie? Ti metterà alla prova. Se saprai comporre un poema divertente sui diversi modi di pettinarsi ti farà grazia della vita.

        Dammi l’occorrente per scrivere, e mi metterà al lavoro,

Immediatamente i servi portarono a Liù pennelli, inchiostro di china e rotoli di carta fine come la seta, Liù sedette in disparte, a scrivere. Dopo un’ora aveva finito. Allora il giovane portò il poema al re, il quale svolse il rotolo e incomincio a ridere, e rise fino alla fine, Quando ebbe terminato, ammise di essersi divertito immensamente.

        Avevi proprio ragione, dichiarò sei un letterato di valore, e io non ti farò morire, anzi, affinché anche tu possa riconoscere la mia generosità ti prego di accettare questi doni.

Subito alcuni servi deposero ai piedi di Liù dieci libbre di oro puro, e su di esse appoggiarono una squadra da falegname in cristallo di rocca. Il re aggiunse:

        Se nel lago tu dovessi trovarti in pericolo, questo oggetto ti salverà.

Detto questo, il re salì in una splendida portantina e si allontanò. Subito dopo tutti scomparvero e Liù si trovò solo.

Sul lago regnava il più assoluto silenzio, e a poco a poco i marinai e i passeggeri della giunca risalirono dal fondo; poi la nave riprese la sua navigazione verso nord.

Liù se ne stava seduto in un angolo e guardava il lago. Non raccontò ad alcuno ciò che gli era capitato; per quanto i passeggeri si rivolgessero spesso a lui per parlargli, il ragazzo rispondeva a monosillabi, e continuava a pensare alla sua avventura. Poco dopo, bruscamente, il vento cambiò direzione.

Disgraziati noi! gridò il capitano, Stiamo per incappare in una tremenda burrasca

Infatti le onde del lago erano diventate color piombo e si sollevavano in cavalloni sempre più alti in cielo nuvole nere si inseguivano, spinte da un vento furioso.

La burrasca si scatenò con una violenza mai vista, e tutte le giunche che stavano attraversando il lago si capovolsero; i marinai, travolti dalle ondate, cercavano di aggrapparsi ai rottami, ma molti di essi annegarono.

Liù, sul ponte della sua giunca, teneva stretta fra le mani la squadra in cristallo di rocca e, come per prodigio, le ondate più alte e più violente all’improvviso si fermavano, si placavano, svanivano.

La giunca continuava a navigare attraverso il lago in tempesta, e soltanto sotto di lei e intorno a lei le acque si facevano lisce come l’olio. Così toccò la riva senza risentire alcun danno, con grande stupore dei passeggeri e dell’equipaggio.

Liù scese dall’imbarcazione tutto allegro, e andò subito a cercare i suoi amici per raccontare  loro la sua straordinaria avventura. Naturalmente ormai,non pensava più agli esami, e non sì ricordava nemmeno del disinganno e della collera che aveva provato per la bocciatura.

Il tempo passò. Liù, che ormai era cresciuto, aveva incominciato a occuparsi di affari.

Un giorno, mentre si trovava a Wu-Ciang, udì dei negozianti che discutevano animatamente.

Vive in questo villaggio- diceva uno di essi una vecchia signora che si chiama Lee. Ha una figliola bellissima, e molti giovani avrebbero voluto sposarla, ma la signora Lee risponde a tutti che concederà la mano di sua figlia soltanto a quel pretendente che le mostrerà un oggetto identico a quello che la ragazza porta in dote.

        Quale oggetto? chiese Liù incuriosito.

     Una squadra da falegname in cristallo di rocca.

Appena ebbe udito ciò, Liù tornò a casa, prese la squadra che gli era stata regalata dal Genio del Fiume e andò a bussare alla porta della signora Lee. La donna gli aperse sorridendo. Non appena Liù ebbe mostrato la sua squadra, la signora chiamò la figlia, una ragazza bellissima, la quale si presentò reggendo fra le mani una squadra assolutamente identica, che brillava rifragendo i raggi del sole.

La  signora Lee disse a Liù che gli concedeva la figlia in in sposa, e il giovane, a cui la fanciulla era piaciuta moltissimo, manifestò subito il desiderio che le nozze fossero celebrate al più presto.

Benissimo assentì la vecchia signora —.

---Lascia qui la tua squadra, torna a casa e manda la portantina a prendere la sposa.

A Liù rincresceva molto separarsi dal suo prezioso talismano, ma la vecchia gli disse:

     Devi dare una prova di amore alla tua bellissima fidanzata.

Allora Liù si rassegnò. e consegnata la squadra, si avviò al porto dove stava ancorata la giunca con la quale era arrivato a Wu-Giang. Domandò al capitano dove trovare chi gli noleggiasse una portantina, e dopo aver dato disposizioni affinché a bordo tutto fosse pronto per accogliere la sposa, assoldò portatori, servi e musicanti.

Tra suoni di pifferi e di piattini, il corteo nuziale si avviò verso la casa della signora Lee, e Liù lo accompagnava tutto felice; ma, quando arrivò lo aspettava un’amara sorpresa. la casa era vuota e deserta, non solo, ma sembrava anche disabitata da molto tempo. I ragni avevano tessuto le loro ragnatele davanti alla porta e alle finestre; le erbe selvagge crescevano fin sulla soglia.

Tutti incominciavano a ridere e a burlarsi di lui e Liù, vergognoso e indispettito licenziò portatori e musicanti e tornò al porto tutto malinconico rimproverandosi mille volte di essere stato così sciocco.

Come giustificarsi, davanti al capitano, per quel matrimonio mancato?

Ma, appena salito a bordo, udì una dolcissima voce che gli diceva:

   Liù, perché arrivi così tardi?

E con immenso stupore vide davanti a sé una giovinetta bellissima che gli sorrideva dolcemente.

La giovinetta indossava un abito color dell’uccello del paradiso e calzava un paio di scarpette rosse; soltanto la sua manica appariva lacerata, e ne mancava un piccolo lembo,

Liù credeva di sognare e la fanciulla, vedendolo, rise divertita

        Perché mi guardi così? Sembra che tu non mi abbia mai vista!

Liù finalmente ritrovò la voce e disse:

Voi siete la fanciulla che danzava sulla giunca, quella notte!

——  Sono proprio io. Ora ti spiegherò tutto. Colui che tu vedesti sulla giunca quella notte, era proprio il re del lago di Tung Ting. Egli fù così contento di averti conosciuto, che scelse me perché fossi tua sposa Però non voleva che io sbagliassi, e mi diede una squadra in cristallo di rocca identica alla tua, affinché servisse come segno di riconoscimento. Cosi volle vedere quella che tu avevi dato a me, e io gliel'ho portata, oggi: perciò non hai trovato nessuno a casa mia. Io mi chiamo Loto-Nascente e sono la prediletta della regina.

     E la signora Lee?

- E' soltanto una dama di compagnia che aveva l’incarico di accompagnarmi e servirmi in attesa del tuo arrivo.

Liù era al colmo della gioia.

        Andiamo a casa mia esclamò. Non appena arrivati ti presenterò ai miei genitori e celebreremo le nozze.

——  Un momento: non abbiamo ancora definito la questione della mia dote!

     Oh, lo sapevo che tu non avevi dote che la tua squadra da falegname ribatté Liù con calore.

Ma a me basta così.

La fanciulla sorrise dolcemente.

Niente affatto io debbo eseguire gli ordini del re e della regina. Anzi, ti prego di aspettarmi un attimo.

Così dicendo si tolse uno spillone dai capelli e lo gettò nell’acqua.

Subito dalle acque del lago emerse una piccola barca che si accostò alla giunca. La fanciulla vi balzò dentro leggiera, e subito dopo tutto sparì.

Rimasto solo, Liù sedette tristemente su un rotolo di cordami, e stette immobile a guardate la superficie del lago dove la sua cara sposa era scomparsa. lì cuore gli batteva forte forte, nel timore che la bellissima giovinetta se ne fosse andata, e questa volta per sempre.

Ma a un tratto, proprio nel punto in cui era sparita la piccola barca, apparve una grande e bella giunca che, a vele spiegate, venne ad allinearsi a fianco di quella di Liù: Dal ponte spiccò il volo uno stupendo uccello del paradiso, che venne a posarsi accanto al giovane, e subito si trasformò nella bella Loto-Nascente.

Poi dallo stesso  ponte mani invisibili incominciarono a gettare oro, pezze di seta, gioielli e oggetti preziosi in tale quantità, che ben presto il ponte della giunca di Liù ne fu tutto ricoperto.

Questa disse la fanciulla è la dote che ti inviano il re e la regina del lago diTung- Ting. E ogni volta che andrò a far loro visita, me ne daranno altrettanta.

Liù non aveva più parole per lo stupore e la gioia. Prese per mano la giovane sposa, mentre il capitano faceva spiegare le vele.

La giunta si mosse e in poco tempo attraversò il lago senza il minimo incidente.

Quando finalmente i due giovani giunsero a casa, i genitori di Liù non potevano credere ai loro occhi, tanto la sposa era bella e le ricchezze immense e preziose.

Gli sposi vissero felici insieme per molti anni, e nessuna nube venne mai a turbare la loro serenità.

L’unica cosa che Liù rimpianse fu che il Genio del Lago non gli avesse mai più restituito la sua bella squadra da falegname in cristallo di rocca.