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ANTONELLA 3           

Dunque Luigi ora lavora per se stesso. Il lavoro c’è, gli operai ci sono, ma com’è diversa la vita da operaio specializzato a capo!

Se prima Luigi rientrava tardi poche volte, ora ogni sera deve fermarsi a controllare i conti e a programmare il lavoro degli operai per il giorno dopo. E quando crede di aver fatto tutto, ancora trova di aver tralasciato qualcosa.

Lo stress serpeggia ma Luigi stoicamente tenta di resistere e di rimanere sempre il padre e marito presente che è sempre stato per la famiglia.

Cerca di rientrare per la cena ad orari decenti, cerca di farsi la doccia prima di lanciarsi sul divano, cerca di dire qualche sillaba durante la conversazione a cena.

Inoltre Antonella ha sempre ritenuto un loro diritto sacrosanto l’uscita del sabato sera. In pizzeria, al ristorante, a casa di amici, in locali particolari, ma fuori, fuori di casa e fuori da tutti i problemi della famiglia.

Luigi proprio non riesce a dirle che vorrebbe tanto ora rimanere in casa una sera in più. Che avrebbe bisogno di dormire un giorno in più o semplicemente starsene con i suoi conti da far collimare!

Ma niente! Antonella inizia ad organizzare già da venerdì la partenza dei ragazzi che si trasferiscono dai nonni.

Inoltre Antonella è intenta a perseguire un nuovo obiettivo: rifarsi il seno. Tramite alcuni medici che ha conosciuto bene, può ottenere una riduzione e ricostruzione del  seno a spese del Servizio Sanitario Locale. Intervistata da uno psicologo, La vamp può dimostrare che l’aspetto del suo seno la deprime psicologicamente e quindi un’equipe di chirurghi plastici le dona due bellissime poppe nuove.

Mentre  il lavoro dei chirurghi si sistema lentamente (devono sparire gli ematomi e rimarginarsi bene le cuciture), ad Antonella fa comoda la distrazione di Luigi e non lo stimola, non lo cerca.

Nella sua testolina lei vuole che lui la veda solo quando potrà mostrasi in tutta la sua nuova beltà e freme al pensiero di quando sarà il momento.

Nel frattempo inganna l’attesa facendosi massaggiare frequentemente.

 

Passano tre settimane. Ora i segni delle cicatrici si vedono appena appena e anche i lividi sono stati assorbiti.

Antonella compra una nuova camicia da notte che s’intona con le calze a rete che ha preso in centro.

Non vuole più sentir dire suo marito: “Ora no, mi sento un uomo oggetto.” Ora lei vuole che sia lui a corteggiarla, a desiderarla, a bramarla. Sì, proprio come faceva una volta..

Così succintamente abbigliata passeggia avanti e indietro per il soggiorno.

Ma Luigi niente! Guarda il telegiornale e basta.

Quando il marito sbadigliando la informa che sale in camera a dormire, lei lo insegue e seduta al tavolo da toeletta,  si denuda anche della vestaglia con la scusa di cospargesi di crema le nuove rotondità perfette.

Sì, lui la guarda, ma subito distoglie lo sguardo e va a letto in posizione di riposo immediato.

Antonella sbuffa. Finisce la cura estetica, si spoglia, si infila nel letto e allunga una mano a cercare il coniuge.

Luigi sente la manina calda e si accosta. Lei gli prende una mano e con dolcezza se la porta su un seno.

Luigi si gira verso la moglie come un bufalo in calore. E torna ad essere il marito passionale che Antonella ama.

 

Con il nuovo seno tanto sospirato, Antonella si sente soddisfatta e al massimo della sua femminilità. Ora che ha realizzato questo sogno di correggere un piccolo difetto della natura matura, vorrebbe sfruttare al massimo la capacità di piacere del suo corpo perfetto.

E così, sera dopo sera prepara mille tranelli per Luigi, acquista abiti sempre più scollati, bikini sempre più ridotti, topless. E si mostra al marito, nell’intimità della

loro camera, con i nuovi modelli indossati in conturbanti sfilate personali.

Ma Luigi nulla, non reagisce. Indossa un casto pigiamino e si mette a letto per dormire.

A questo punto Antonella non cede: s’infila anche lei sotto le lenzuola e con pochi sapienti tocchi riassesta le sorti della serata.

                        

La storia va a vanti così per una settimana e più. Ogni sera un defilè, ogni sera un rifiuto, ogni sera al primo tocco, sesso alla massima potenza.

Antonella è frastornata. Si fa un sacco di pare mentali.

“E’ colpa mia, non gli piaccio più. È colpa del mio nuovo seno. Forse gli fa schifo. Magari tempo fa ho detto qualcosa che lo ha offeso e ora vuole farmela pagare in questo modo… Oppure non mi ama più. Non prova più desiderio per me. Sono disperata!!!”

Ma meravigliosamente in questa famiglia da sempre c’è un sistema di comunicazione bellissimo ed efficace che serve per risolvere le cose: si chiama dialogo.

Dopo la passeggiatina a chiappe nude, dopo l’indegna riturata di Luigi, dopo l’approccio coinvolgente della signora e relativa risposta, Antonella allunga un braccio ed accende la lampada sul comodino di fianco a lei.

La luce sorprende Luigi intento a baciare devotamente i seni alla moglie. Il pigiama miseramente finito in fondo al letto.

Da prima abbagliato e poi sbalordito, Luigi sbatte le palpebre e chiede alla moglie:

“Si può sapere cosa ti salta in mente?”

Antonella si tira su a sedere nel letto obbligando il marito a fare altrettanto.

“Io ho bisogno di sapere! Io devo sapere perché ti comporti così in questi giorni!”

“Così come?” risponde il marito sorpreso.

Antonella quasi perde la pazienza, respira profondamente e con dovizia di particolari racconta del nuovo malessere che si è instaurato nel loro rapporto. Di questo menagge in cui lei è obbligata a cercare, di fatto, le attenzioni di suo marito.

Luigi ride, si accosta nuovamente alla moglie e con voce erotica le spiega:

“Vedila sotto questo aspetto: potresti trovare la porta del frigorifero aperto, ma dentro non c’è più nulla di buono. Tu invece arrivi, trovi la porta del frigorifero chiuso, ma dentro il frigorifero ci sta ogni ben di Dio. Se fossi in te non mi lamenterei così tanto!”

Antonella riflette e poi si mette a ridere:

“Questa è un’altra delle tue perle di saggezza! Ma dove vai a inventarle?”

“Dal nulla. Mi escono così” e così dicendo allarga le braccia e Antonella non perde tempo a buttarvisi dentro e a far man bassa di quanto c’è nel vecchio ma efficiente frigorifero di suo marito.

Da quella sera basta completini e passeggiatine. A letto e via.

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