Attrae per la sua purezza , respinge per la sua estrema luminosità:la somma di tutti i colori genera sentimenti ambivalenti. Scopriamo perchè

In bianco: ci va chi non porta a conclusione un approccio sessuale, è la notte di chi non riesce a dormire e il regime alimentare di chi ha disturbi digestivi. Bianco è il matrimonio non consumato, bianca la voce di un ragazzo imberbe, la vedova che ha un marito lontano, l’arma che non dà fuoco. Erroneamente considerato un non-colore, il bianco viene spesso utilizzato, nel linguaggio comune, come metafora per descrivere l’assenza: è una pagina non scritta, un vestito senza macchia, una parete vuota, una persona senza peccato. In altre parole, il bianco si comporta spesso da sfondo, o da spazio che deve essere occupato da un’immagine (o da un altro colore), se vuole acquisire senso. Ciò però è vero solo nella cultura occidentale: i giapponesi, per esempio, hanno una particolare predilezione per il bianco totale, soprattutto in tema di arredamento (si pensi allo stile minimal). Anche sul versante pubblicitario, il Giappone è costretto ad affidarsi a un duplice codice cromatico: il bianco predomina negli spot diretti al pubblico interno, mentre giallo, blu e rosso sono utilizzati per promuovere i prodotti destinati al mercato straniero. Senza contare che fra i popoli orientali, il bianco è il colore del lutto: cinesi, giapponesi e coreani indossano vesti candide per esprimere il dolore per un parente defunto, poiché questo colore è associato all’idea di passaggio e rappresenta l’inizio di una nuova vita. Nella nostra cultura, invece, il bianco ha una simbologia piuttosto ambivalente: da un lato viene associato all’idea di purezza (si pensi all’abito della sposa), dall’altro rimanda al concetto di sterilità e di malattia (bianco è il camice del medico, bianche sono le pareti di un ospedale). La  natura sfuggente e contraddittoria di questo colore dipende dal fatto che esso si pone indifferentemente all’inizio o alla fine della scala cromatica, cosicché anche sul piano simbolico il bianco può essere associato sia alla purezza della nascita, sia al dolore della morte. Vediamo allora che cosa significa la presenza del bianco nei vari ambiti: nella moda nell’alimentazione e nell’arredamento.

Quando l'abito fa il monaco

Il colore entra in risonanza con l'anima, influenza il corpo e stimola l'emotività: lo diceva già il pittore Wassily Kandinsky nel 1910, lo teorizza oggi la cromopsicologia , lo dimostrano numerosi esperimenti. D’altra parte, la scelta di un colore (per l’abbigliamento, per l’arredo e perfino a tavola) può essere rivelatrice dei tratti di personalità. Anche il bianco, pur essendo spesso percepito come colore secondario (ossia come sfondo) non sfugge a questa regola: in generale, si può dire che esso viene associato alla purezza, alla spiritualità e all’ordine, ma non è privo di connotazioni negative. Il bianco rimanda, infatti, alla malattia e alla morte (“pallido come un cencio” o “bianco come un cadavere”), al panico (“ero sbiancato dalla paura”), alla sterilità e all’assenza di pulsioni. Per gli psicologi, la contraddizione insita nel bianco è da attribuire al fatto che esso contiene tutti i colori. Ma che cosa vuol dire “mettersi addosso” questa tinta? 

1 SVOLTA

Dal punto di vista emotivo, il bianco simboleggia il desiderio di liberarsi degli ostacoli, degli impedimenti, de vincoli quotidiani e voler iniziare una fase nuova. Anche simbolicamente questo colore sancisce l’inizio di una nuova esperienza: basta pensare per esempio, a tutti i riti religiosi di passaggio (battesimo, comunione, matrimonio) che impongono un vestito di colore bianco.

2 ASPIRAZIONE ALLA PERFEZIONE

Per gli antichi il bianco rappresentava il colore iniziatico: tutti i rituali di purificazione prevedevano un imbiancamento della pelle con la farina, o lo spargimento di calce e di gesso nel Tempio, oppure l’atto di versare latte per terra. Scegliere questo colore può rivelare un bisogno di purificazione e la volontà di liberarsi delle cose più materiali (che solitamente hanno i colori della terra) per dare voce a esigenze più spirituali.

3 ESIBIZIONISMO

“Vestire di bianco è una rivendicazione orgogliosa di distinzione e superiorità”, dice Ugo Volli docente di Semiotica a Torino. <<completi immacolati rappresentano infatti la volontà di mostrarsi: una donna vestita completamente di bianco si nota subito. Ed è come se dicesse: so badare a me stessa, sono senza difetti e non scendo a compromessi con nessuno”. Insomma, il bianco assoluto dà l’idea di irraggiungibilità e, allo stesso tempo, rivela la voglia di uscire dalla dimensione ristretta dell’abito scuro per provare a mostrarsi.

4 APERTURA O INDIVIDUALISMO?

Se il nero indica introversione e ritiro dal mondo esterno, il bianco esprime volontà di darsi con generosità e una estrema disponibilità verso il prossimo. Tuttavia, proprio per la perfezione che esprime questo colore, alcuni vi vedono un egoismo e un individualismo estremi: chi lo porta vuole attirare l’attenzione sulla propria bontà d’animo.

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