Quando per tua vergogna, assassina, sarò morto,
e così crederai d’essere
libera
da tutte le richieste del mio amore,
allora il mio fantasma ti verrà accanto al letto e ti vedrà, falsa vestale,
fra peggiori braccia; tremerà in quel momento la tua candela inferma
e l’uomo col quale ti giaci, ormai stanco,
se lo pungoli e scuoti per svegliarlo crederà che lo chiami per averlo ancora,
e fingendosi in sonno ti respingerà.
Tu, povera infelice negletta e tremante,
bagnata di sudore freddo come il mercurio,
sarai
più fantasma di me.
Ma ciò che voglio dirti non lo dirò adesso,
perché ascoltarlo potrebbe già salvarti;
e dato che il mio amore ora si è spento,
vorrei che tu espiassi con dolore
piuttosto che vederti
per paura di me rimanere
innocente.
JOHN DONNE