ARCANO
XV
IL
DIAVOLO
DESCRIZIONE
Rispettoso di
un'iconografia consolidata, l'Arcano n° XV raffigura il Diavolo come una figura
alata, col corpo metà femminile e metà maschile, dai piedi caprini. Si erge su
di un piedistallo e tiene in mano una torcia. Ai suoi piedi due esseri infernali
sono legati con una catena al piedistallo stesso. La catena, comunque, non
sembra troppo resistente; la loro forza di volontà li potrebbe facilmente
liberare da quella schiavitù quasi volontaria.
Questo tipo di
raffigurazione di Satana risale ovviamente al Medio Evo ed è ricollegabile al
Baphomet che la leggenda afferma essere stato adorato dai Cavalieri Templari. Un
immediato collegamento è da farsi con la raffigurazione degli dèi greci Pan e
Dioniso e dei seguaci di quest'ultimo, i Satiri, metà uomini e metà capre. Pan
infondeva negli uomini la follia e li rendeva suoi schiavi ipnotizzandoli col
suono del suo flauto. Il tutto era collegato a concezioni sessuofobiche
medievali che vedevano nell'esposizione impudica del corpo, come nel caso del
Diavolo addirittura delle "vergogne" maschili e femminili in
contemporanea, una degenerazione della Natura e quindi una maledizione del corpo
in contrasto con la santità dello Spirito. Bisogna comunque ricordare che la
base iconografica ed ideologica dell'Arcano del Diavolo è da ricondurre
all'antica divinità pagana dotata di lunghe corna ramificate che propiziava la
fertilità e che fu bandito dalla nascente Chiesa Cattolica.
DIVERSITA' CON GLI
ALTRI MAZZI
Nei mazzi più
antichi questa carta non è presente. Appare per la prima volta nelle Minchiate
fiorentine. Poi si consolida nei mazzi tradizionali, con poche differenze l'uno
dall'altro.
Nel mazzo svizzero
"1JJ", un Diavolo con forcone sovrasta una donna inginocchiata che si
copre il volto con le mani, disperata. Il Diavolo di Wirth ha la particolarità
di aver tatuate sulle braccia le parole "solve" (sciogli) e
"coagula" (solidifica) che simboleggiano i principi base
dell'alchimia.
In qualche caso i
tre diavoli portano un curioso elmetto con grandi corna ramificate.
SIGNIFICATO
DIVINATORIO
CARTA DIRITTA
La situazione
attuale è densa di ostacoli e negatività: ciò è da ricollegarsi ad
atteggiamenti
tenuti dal
Consultante nel passato. Si sta attraversando un periodo in cui si tende a non
avere scrupoli,
essendo in preda all'ambizione: questo può portare alla sopraffazione degli
altri. Spesso
questo spirito tirannico è rivolto contro se stessi e così ci può rendere
schiavi
delle tentazioni.
Subordinazione;
arroganza; pigrizia; eccessi; squilibrio; cupidigia.
CARTA ROVESCIATA
Il carisma del
Consultante ha il potere di soggiogare gli altri, imponendo le proprie idee
mediante il
convincimento. Il risultato è a portata di mano, ma per conseguirlo sarà
necessario
adoprarsi con volontà ferrea: attenzione, però, una volta fatta la scelta, sarà
impossibile tornare
indietro. Indica anche una forte attrazione fisica, quasi incontrollabile, per
un'altra persona.
Avvenimenti
imprevisti; magnetismo; fascino; rischio audace; scioglimento di legami
indesiderati.
TORCIA
La torcia che il
Diavolo tiene in mano va ricondotta ad antiche raffigurazioni del dio, di
origine
asiatica, Mitra.
Egli era, nello Zoroastrismo, l'avversario di Ahriman, servo di Zervan
(Saturno). Abbiamo
alcune rappresentazioni di epoca romana che mostrano Zervan: il suo
corpo alato è
avvolto nelle spire di un serpente, tiene in mano delle grosse chiavi ed ha la
testa di leone, a
volte riprodotta sul ventre (come Baphomet). Mitra viene raffigurato come un
essere
troneggiante, posto fra due personaggi più piccoli che reggono una torcia
ciascuno,
l'uno dritta
l'altro capovolta.